La varicedda resiste al tempo (Palermo)

𝐕𝐚𝐫𝐢𝐜𝐞𝐝𝐝𝐚
𝐅𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐌𝐚𝐝𝐨𝐧𝐧𝐚 𝐀𝐬𝐬𝐮𝐧𝐭𝐚 𝐝𝐢 𝐕𝐢𝐜𝐨𝐥𝐨 𝐒𝐚𝐧 𝐌𝐞𝐫𝐜𝐮𝐫𝐢𝐨
𝟐𝟔 𝐀𝐠𝐨𝐬𝐭𝐨 𝟐𝟎𝟐𝟐

C’è stato un tempo in cui gli afosi pomeriggi di agosto colmavano Palermo di voci e suoni: ogni vicolo, ogni cortile echeggiava di bambini in festa, tintinnare di campanelle e grida e giaculatorie. Per giorni ci si impegnava a costruire e decorare fercoli in miniatura più o meno grandi, più o meno stabili. Si recuperavano legni, carta, a volte un po’ di stoffa, si ritagliavano stelline e stellari, decori e fiori. C’era anche di quella carta argentata, rara, che consentiva di far brillare la varicedda al sole, ma era necessario cercarla bene e conservarla anche durante l’anno. Era una gara. Era un impegno. Dal Borgo Vecchio ai Cappuccini, da Ballarò alle più lontane borgate, era un tripudio di piccole, improvvisate, quindicine di bambini.
I più fortunati, aiutati dagli adulti, avevano fercoli che facevano invidia a tutti gli altri del quartiere, perfetti e colmi di dettagli, statue impeccabili, aste dritte, addirittura campanelle… gli altri si ingegnavano, raccoglievano qualche soldo e materiali da riutilizzare e fingevano la campana con la voce. Le immagini della Dormitio trovavano posto tra pampini e orpelli, non sempre erano statue di valore, anzi spesso erano di poco conto, acquistate dagli stazzonari o dai bambinellai per pochi soldi. Fragili, come i fercoli che le reggevano, spesso finivano in frantumi, consentendo però ogni anno un nuovo ritorno, nuovo impegno. Volti appena accennati, corpicini avvolti in precari manti, mozzoni di candele accese, piccoli panierini per raccogliere… era festa, era a Maronna î Cappuccini.
Ora, quando la scuola chiude i battenti, Palermo tende a spopolarsi, le case serrano i propri usci per non lasciar sfuggire la frescura del condizionatore e le piccole processioni sono sparite, inghiottite dal mutare dei tempi. Eppure, in uno dei quartieri vetusti della città, lì dove il culto della Vergine Dormiente non si è mai spento, i bambini ritrovano la gioia di condurre in processione la propria Madonna circonfusa da fiori. Piccoli, ricoperti d’azzurro e bordati di rosso, accorrono tra le aste della varicedda offerta dalla confraternita della Fuga in Egitto. È un ritrovare altri tempi, è consentire ai bambini un approccio con il Sacro, è un farli sentire adulti e responsabili. Rullano i tamburi, lo stendardino si inchina tra i sorrisi. Applaudono le piccole mani, si levano le voci “e in cielu fu iunta…. viva a Madonna Assunta”. Pargoli si fingono confrati di lunga data e ai grandi trema il cuore edificati dalla Fede pura e sincera di quella manina che cerca la statuina per darle un bacio, per avere un contatto o per togliere qualche ricciolo di carta. Un minuscolo fercolo riesce a destare un intero quartiere, riesce a rinvigorire i legami, a rinsaldare i rapporti, rammenta la festa in arrivo. È fine agosto, vicolo San Mercurio si prepara al suo trionfo e lo fa attraverso i gesti spontanei dei bimbi attorno alla loro Mamma Celeste.

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