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Caldo, le pietre e l’asfaltano trasudano calore, brucia l’aria con le roventi folate di un leggero scirocco. Tutto sembra immobile a Palermo. Tutto tace, quasi assopito per l’eccessiva calura pomeridiana. Eppure, proprio alle spalle del Politeama, si ode qualche nota, alcune voci. Allegre schegge verdi, i bambini del quartiere, saltellano, si rincorrono carichi di energia e gioia; un sorso d’acqua fresca e scappano, giocano, sgattaiolano tra i bandisti che si preparano; sono allegri, incuranti delle temperature inclementi. Cosa accade? Siamo al Borgo e il cuore degli abitanti inizia a pulsare per la Patrona, la Nanna del quartiere, il momento più atteso dell’anno. Eh si, perchĆ© Ć“ Burgu Sant’Anna ĆØ innanzitutto Nonna, anziana custode di memorie e tradizioni, affettuosa figura che consola e protegge, familiare guida che indirizza. I ragazzini trovano un ordine, oggi sono loro i protagonisti, I niputeddi ra Nanna, chiariscono le magliette. Le nonne, si sa, hanno una predilezione per i piccoliā¦non ĆØ dunque difficile immaginare la gioia della Nonna Santa nel sentire le loro tenere voci invocarla, nel percepire il fremito dei loro cuori trovandosi coinvolti nella festaā¦nel poter essere adulti in miniatura per un giorno. La chiesetta di via Collegio di Maria spalanca le porte, ĆØ un attimo e la varicedda ĆØ circondata. I niputeddi si stringono alla loro Nanna, e se cercano il loro posto sotto le piccole asteā¦l’occhio corre al fercolo maggiore sognando il giorno in cui potranno portarlo in processione. Bambini o adulti? li tradisce solo la statura: identici sono la felicitĆ e la gestualitĆ , le giaculatorie, i colpi di campana. In trionfo, come il più caro tra i tesori, la piccola figura attraversa le strade del Borgo salutata dagli abitanti. Tutti quei bambini festanti, tanto simili alla Vergine che sta ai piedi del simulacro, sono il futuro, sono la freschezza, il rigoglio e l’orgoglio. Gli adulti, come Anna, consegnano nelle loro mani il passato perchĆ© se ne curino, perchĆ© lo amino, perchĆ© lo conoscano e lo migliorino. Generazioni che si avvicendano tra le righe di una festa antica. Figli, nipoti, fratelli, sorelle, amici dei confratelli: sotto le aste di Sant’Anna, perdono le identitĆ singole, svaniscono le differenze d’etĆ , diventano figli del quartiere, figli di Borgo Vecchioā¦perchĆ© se “Iddra ĆØ a Nostra Nanna” tutti sono “Niputeddi”.




