Bompietro delle grazie

Festa della Madonna delle Grazie
Bompietro
25 agosto 2022

Dolce e pacata, quasi modulata sull’autunno alle porte, una melopea esala dalle sacre mura parrocchiali carezzando, sulle ali di una leggera brezza, l’aria netta e i biondi campi. Le labbra di una milizia devota si schiudono in canto, mentre gli occhi si innamorano dell’immagine e gli animi tintinnano nell’accorata lode. Certe lacrime stillano da sguardi lucidi, memori di frammenti di vita, di angosce e gioie, di affetti lontani posti sotto quel manto; se anche la mano la terge veloce, ogni lacrima permea il materno affetto di Maria.
“Stu cori miu si sazia a Vui chiamannu” “l’aiutu in Vui si trova di st’arma sfurtunata”. I versi si rincorrono ornandosi di sospiri e di pensieri, ciascuno si riconosce in un passaggio, in un vocabolo; Bompietro intona una serenata alla sua Mamma, la invoca dolcemente e, come un bimbo, tende il palmo per ricevere le sospirate grazie.
È festa, il corpo bandistico irrompe con brillanti marce, gli ottoni frizzano nell’aria incalzati dalla grancassa. In ogni paese, ancor piccolo che sia, la musica segna l’allegra armonia degli animi, è attesa, predispone, muove al sorriso. Il campanile rintocca lieto mentre le confraternite si radunano con i loro labari e insegne. I portatori cingono i fercoli, vantano la comodità delle nuove realizzazioni, si ritrovano nella comune devozione resa tangibile dal dono della spalla. La vigilia, preludio del dì più solenne, il paese accoglie le tre immagini che gli sono più care, come a ripercorrere i passi della propria fede le accompagna in processione tra il brillare delle luci e l’avanzare della sera. Composto, intriso di quel decoro d’altri tempi, il popolo bompietrino traccia in preghiera il sacro itinerario, giunge al Calvario, lambisce le strade e i vicoli; Guarda alle ferite del Crocifisso, ammira il provvidenziale esempio di San Giuseppe e poi…poi si perde ancora nell’amato manto della Madonna delle Grazie. Sub Tuum praesidium recita il cartiglio mentre l’angelo indica la Vergine emulando il gesto di Gesù Bambino. Ella, la Madre, incede solenne sul serto di nuvole, sorretta dai suoi figli percorre le vie pietrose e il titolo risuona tra inni e sussurrate preghiere: Madre delle Grazie. Tutte le grazie, dalle materiali alle spirituali; la destra offre l’abbondanza della terra lasciando quasi piovere i frutti, la sinistra regge la Vera Grazia, il Cristo…il manto, quel manto, accoglie tutti i bisogni, le angosce, le lacrime per donare protezione, conforto, salvezza. I fuochi d’artificio tingono la nera tela del cielo, il sacro torna al suo luogo. Un brivido percorre la schiena quando i simulacri si abbandonano alle mani dei devoti per essere reposti. Spogli, si inclinano e si lasciano sollevare; inermi si affidano quasi a ricordare come il Bene, per operare nell’uomo, abbia bisogno della sua collaborazione, del suo operare concretamente. Un ragazzo fissa negli occhi Gesù Bambino, silente breve dialogo, e tutto si ricompone. Attorno alla Vergine peró vi è ancora una corona di sguardi, un incessante tendere di mani, un inviare di baci, un ricolmare di suppliche…la salutano, i devoti cercano il contatto, come si cerca l’abbraccio dei propri cari. Domani sarà la sua festa e per suo tramite la festa di ognuno, domani si rinsalderà tra laudi, sguardi e gesti l’antico e dolce vincolo d’amore.

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