
𝐂𝐨𝐫𝐩𝐮𝐬 𝐃𝐨𝐦𝐢𝐧𝐢
𝐌𝐚𝐫𝐢𝐧𝐞𝐨
𝟏𝟗 𝐠𝐢𝐮𝐠𝐧𝐨 𝟐𝟎𝟐𝟐
Il cielo terso incornicia l’alto Dente , l’aria che inizia a scaldarsi ne satura i colori, dicono sia il frinire delle cicale a richiamare l’estate e Marineo è oggi immerso nel loro scandito canto. Qualcuno si sventola cercando riparo sotto gli alberi, i bambini scorazzano allegri e le donne indossano abiti floreali quasi ad emulare il profumato tappeto che, decorando il corso, attende il passaggio della processione. Preparato nella notte, ostende figure e colori, delicata offerta a chi ha donato la vita. La sera stende lentamente le braccia sul mondo e i confratelli si passano il fuoco di candela in candela per rischiarare il passaggio, per rendere omaggio. Quando il Santissimo varca l’uscio della Chiesa Madre, un tripudio di labari e stendardi invade le strade e i bimbi, biancovestiti, spargono allegramente petali. Tra un altare e una benedizione, tra il giubilo e i canti, la processione abbraccia il paese e il tramonto incendia il cielo. Si veste di blu, nell’ora che gli è propria, quando il Sacramento è prossimo all’infiorata. Il sacerdote offre il suo passo perché l’Eterno, nascosto in poca parvenza di pane, possa significare il lavoro di tanti; possa calpestare quell’effimero apparato il cui motivo d’esistere è racchiuso proprio in quei pochi attimi contornati da un cielo sereno.













