La Stella luminosa di Ballarò

𝐌𝐚𝐝𝐨𝐧𝐧𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐂𝐚𝐫𝐦𝐢𝐧𝐞 𝐚 𝐁𝐚𝐥𝐥𝐚𝐫𝐨’
𝐏𝐚𝐥𝐞𝐫𝐦𝐨
𝟑𝟏 𝐥𝐮𝐠𝐥𝐢𝐨 𝟐𝟎𝟐𝟐

Risplende, tra i vicoli e i palazzi scrostati di Ballarò. L’ Antica Regina risplende sempre, illuminando squarci e reliquie di vetusti fasti, testimone del tempo in cui il quartiere fioriva di vita, arte, armonia. Madre amorevole non è mai mancata, né tra le glorie né tra gli orrendi detriti lasciati dalle bombe. Splendida e lucente, come la speranza di ognuno dei suoi figli, ha osservato il mercato cambiare, ha visto volti tornare e molti altri abbandonare le vecchie case, ha assistito all’alternarsi dei Padri carmelitani e dei seggi della confraternita, ha consolato lacrime e ghermito sorrisi. La Madonna del Carmine non è il momento della festa; non è neanche il “secondo festino” come venivano definiti i giorni di fine luglio… È più la quotidiana presenza che si mostra palese in quel tempio stagliato al centro del mercato, è lo sguardo rivolto alle porte serrate, è l’attesa che si spalanchino per rivedere quel familiare viso apportatore di freschezza, è il misterioso rapporto tra la sacra figura e la dimensione del banco di lavoro su cui, spesso, governa la sua effige.
Ridurre il culto del Carmine alla processione sarebbe un errore, ma questa è lo sbocciare di un profondo legame. Da mesi ormai non si parlava d’altro, della ripresa della festa, del rincontrare la Madre: l’anima del mercato brama il passaggio del fercolo, aspetta di poter consacrare i suoi bimbi, evoca il momento facendo memoria di tanti eventi passati. Il miracolo di quel bambino, la bomba non esplosa, il raggiante cuore d’oro…tanti tocchi di pennello in una tela vasta secoli. “E i malateddi vonnu grazia ri tia” ” viva Maria”, i confrati si affollano vestendo l’elegante abitino dall’ampio cappuccio; la chiamano, la invocano, quasi con le voci accompagnano l’ondeggiante dello scapolare ” è u fistinu di ogni annu” “viva a Madonna u Caimminu”.
L’argento luccica cullato dagli ultimi bagliori del sole, si illumina la Vergine stella del mare, brilla come stella mattutina, indica la via come la stella polare…
ed è “cchiú bedda di oggiall’annu…viva a Maronna u Caimminu”

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