Gli occhi di una Madre: l’incontro 2022 a Petralia Sottana

Dov’è il Cristo che è stato sepolto? la tela caduta nella notte ne ha svelato la gloria, speranza di ogni vivente. Se il mattino si cela in una coltre di nubi, la chiesa sfolgora di luce nuova, di luce Pasquale. Candele, fiori, colori proclamano un visivo exultet mentre si innalzano le lodi dell’assemblea punteggiata dalle ali di piccoli angeli. il Cristo, bianco vestito, dimentico dei dolori della passione che segnano il suo corpo, sorride, rassicura. Lo sguardo si indirizza ciascuno, le sue labbra sembra stiano per schiudersi nell’ evangelico saluto “Pace a voi!”. La Vergine ha ancora bisogno di un annuncio, di un incontro speciale. Tra le abili mani di un confratello, indossa il manto di lutto, lenta attraversa la navata, varca l’uscio e si mette in cerca del figlio. Lei, con la sua incrollabile Fede, stilla lacrime in note che vibrano tra il plumbeo cielo e le chiare pietre di Petralia. Così, anche i più alti nei bimbi si sciolgono commossi, gli ombrelli colorano le vie, i confratelli accelerano il passo… il cielo piange, ma il bisogno di celebrare la vita vince. La letizia esplode anche sotto un temporale, Maria perde il manto ritrova Gesù, lo vede, corre, si inchina verso di lui. Madre che gioisce, madre che rifiorisce, bella più di ogni creatura… lo sguardo fisso sul figlio, non smette di contemplarlo. Umano e divino intessono un silente Salmo ritmato dai sussulti del cuore di ogni madre che comprende la Vergine, che carpisce il suo dolore spinoso che si tramuta in danza. Maria, scesa dagli altari si mostra donna, mamma, umana. Non staccherà lo sguardo dal figlio, congiunti dal più Puro amore tornano verso la chiesa quasi danzando pur di immergersi nei reciproci sguardi. Le valli e monti, il cielo incerto e i campanili si fanno cornice di un dolcissimo ritrovarsi, del bisogno di gioia dopo il dolore. Quel figlio che aveva vegliato morto e ricoperto di sangue ora è vivo e rifulgente di gloria. Lui, il risorto, benché Dio si fa anche figlio e sembra quasi che la inviti a raggiungerlo protendendo il braccio. Sussurra la voce di un’anziana “cadiu u mantu e scampau”… è vero, non piove più, è Pasqua.

testo e foto di Angelo Cucco

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